Lega giovanile della sinistra comunista

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Togliatti
view post Posted on 24/10/2009, 15:14Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 23:33


Profilo di Ercoli-Togliatti

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Com'è noto, Togliatti si è fatto strada nel P.C. grazie alla facilità con cui sapeva piegare la schiena al momento opportuno. Finchè ha finito per piegare la schiena anche di fronte alla borghesia. Il difetto ha origini remote, e non siamo i soli ad averlo denunciato. Pubblichiamo questo "ritratto" traducendolo dal n. del 30 maggio 1930 de "La Vérite". Si intitola "il pappagallo-demagogo".

"Ercoli è noto nel movimento rivoluzionario italiano come 'quello che prende gli schiaffi' (fisicamente e politicamente). Se attaccato, ritira le corna come una lumaca. I compagni si sono spessi chiesti:'Perchè Ercoli non risponde? Perchè lascia cadere la polemica, e con la polemica le accuse più brucianti?'. Evidentemente, perchè ha la coscienza della propria debolezza e delle proprie furfanterie politiche. FInchè si tratta di chiaccherare contro gli 'opportunisti', di fare della letteratura che denunci i 'contro-rivoluzionari', se la cava, e riesce anche a mascherare sotto un diluvio di parole la sua mancanza di principii e, di conseguenza, di scrupoli. Ma se qualcuno, e magari i più anziani del movimento rivoluzionario gli chiedono le sue pezze d'appoggio, allora Ercoli esita, fa dei giri, alza il colletto del soprabito, cerca di scappare, proprio come un borsaiolo pizzicato che cerca di sfuggire tra la folla e di confondersi in mezzo ad essa.
"Qual'è dunque la 'personalità eminente' di Ercoli? I vecchi compagni ricordano chiaramente la sua posizione durante la guerra. Non hanno perduto il ricordo di una certa lettera che egli scrisse alla sezione socialista di Torino, nella quale il suo atteggiamento leninista si esprimeva così:' Al di sopra dei partiti ci sono i nostri fratelli italiani' ( la popolazione delle province irredente )... E' per questo che Ercoli preferisce non parlare del suo atteggiamento durante la guerra. Per lui la carriera politica comincia nel 1919, l'anno della spinta rivoluzionaria, epoca in cui per la prima volta lo si vede nei circoli operai.
" Entrato nel movimento operaio di Torino, grazie alla sua ipocrisia e alla sua souplesse, riesce a sbucare, ad entrare nel gruppo dell'
Ordine Nuovo attorno al quale è nato e si è sviluppato il movimento dei Consigli di fabbrica. Ma non erano trascorsi sei mesi che Ercoli si staccava si staccava da Gramsci e passava vicino a Tasca, sulle posizioni opportuniste di quest'ultimo. Nel settembre 1920, delegato come rappresentante di Torino, a Milano è andato a chiedere a D'Aragona ( al 'social-fascista' D'Aragona ) l'alibi necessario per giustificare la sua paura del movimento rivoluzionario e la sua viltà politica. Come è stato provato in una recente polemica Ercoli giudicava incapaci di battersi e di vincere gli operai che avevano occupato le fabbriche perchè, diceva, erano armati non di mitraglie ma di tubi di stufa.
"Quando il Partito Comunista fu fondato, fondazione nella quale Ercoli non ha giocato alcun ruolo, egli passa al giornale comunista di Roma, in qualità di redatore-capo, sotto la direzione di Bordiga, di cui diventa il servitore più zelante.
"In un' altra situazione molto seria Ercoli si trovò in preda ad una nuova 'crisi di coscienza'. La Vérité ha già ricordato un comunicato di Terracini pubblicato per ritrovare il nostro uomo che era sparito dopo il massacro fascista di Torino ( dicembre
1922 ).
"Ma ciò che è ancor più importante, è l'atteggiamento politico di Ercoli nel corso di questo periodo. Tra Bordiga e l'Internazionale Comunista si svolgeva allora una lotta molto acuta. Bordiga era nell'opposizione e aveva già preso tutte le posizioni per le quali è oggi espulso dal Partito. Bordiga era in prigione. Ercoli gli scrive e gli propone di fingere di accettare le decisioni dell'Internazionale Comunista ( a proposito del fronte unico e dell'entrata nel partito della frazione 'terzinternazionalista' ) per meglio fottere l'Internazionale e proseguire con doppiezza la lotta contro di essa. Ecco come gli Ercoli intendono la moralità rivoluzionaria! Bordiga, naturalmente, rifiutò questa proposta vergognosa.
"Ma Ercoli ha già fatto il suo piano. Abbandona Bordiga. Pur essendo 'd'accordo' con lui, per una ragione di 'posto' rimane dalla parte del nemico.
"Un altro momento della sua carriere politica sul quale è opportuno soffermarsi è l'epoca che segue le leggi eccezionali. Durante tutto il periodo della direzione-Bukarin, Ercoli ne è il fermo sostenitore. Egli era allora 'd'accordo' con Tasca su tutte le questioni. La rivista
Stato Operaio è la sola che ha pubblicato l'articolo di Bukarin 'Note di un economista'. Poi, dato che attorno a Bukarin cominciava a sentirsi l'odore di cadavere, Ercoli ha imitato i topi che lasciano la nave in pericolo: è saltato ancora una volta dall'altra parte, alla posizione attuale. Infine Ercoli ha parlato spesso del suo attaccamento al Partito. Sì, lo sappiamo, ha mostrato un grande attaccamento...alla cassa del Partito.
"Questo è l'uomo che dirige attualmente il Partito Comunista Italiano.


Un gruppo di operai comunisti di Torino emigrati".
Parigi, maggio 1930


da: 'Azione Comunista' n°30 1958

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view post Posted on 4/11/2009, 17:35Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 15:50


Togliatti ha studiato legge, ed è rimasto nei limiti della legge e della compatibilità capitalista, a costo di uccidere e reprimere con mezzi fascisti chi invece è rimasto fedele al comunismo. Non un traditore, un nemico.

<<ci son molti modi di uccidere: si può infilare a qualcuno un coltello nel ventre, toglierli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra, solo pochi di questi modi sono proibiti dallo stato>>.

Brecht


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view post Posted on 20/11/2009, 13:03Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 01:36


Anche traditore perchè era nel PCI clandestino, ha combattuto in Spagna. Non solo un nemico, ma un traditore anche.

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"L'operaio esiste soltanto per accrescere il capitale, e vive quel tanto che è richiesto dall'interesse della classe dominante. [...] L'industria moderna ha trasformato la piccola officina dell'artigianato patriarcale nella grande fabbrica del capitalista industriale. Masse di operai addensate nelle fabbriche vengono organizzare militarmente. Come soldati semplici dell'industria essi vengono sottoposti alla sorveglianza di tutta una gerarchia di sottufficiali e di ufficiali. Essi non sono soltanto servi della classe borghese, dello Stato borghese, ma vengono ogni giorno e ogni ora, asserviti dalla macchina dal sorvegliante, e sopratutto dal singolo borghese padrone di fabbrica. Siffatto dispostismo è tanto più meschino , odioso, esasperante, quanto più apertamente esso proclama di non avere altro scopo che il guadagno. [...] Di tutte le classi che oggi stanno di fronte alla borghesia, solo il proletariato è una classe veramente rivoluzionaria. Le altre classi decadono e periscono con la grande industria, mentre il proletariato ne è il prodotto più genuino. I ceti medi, i piccolo industriali, il piccolo negoziante, l'artigiano, il contadini, tutti costoro combattono la borghesia per salvare dalla rivolina l'esistenza loro di ceti medi. Non sono dunque rivoluzionari, ma conservatori. Ancora più, essi sono reazionari, essi tentano di far girare all'indietro la ruoto della storia.
Se sono rivoluzionari, lo sono in vista del loro imminente passaggio al proletariato; cioè non difendono i loro interessi presenti, ma i loro interessi futuri, abbandonano il proprio modo di vedere per adottare quello del proletariato".

Il Manifesto del Partito Comunista, Karl Marx e Friedrich Engels

"La rivoluzione comunista non sarà quindi una rivoluzione soltanto nazionale, sarà una rivoluzione che avverrà contemporaneamente in tutti i paesi civili, cioè per lo meno in Inghilterra, America, Francia e Germania. Si svilupperà più rapidamente o più lentamente in ognuno di questi paesi, secondo che l'uno o l'altro di essi possieda una industria più o meno perfezionata, una ricchezza maggiore o minore, una massa più o meno importante di forze produttive. In Germania quindi l'attuazione della rivoluzione è lentissima e difficilissima, in Inghilterra rapidissima e facilissima.
Essa avrà una grande ripercussione sugli altri paesi del mondo, e modificherà radicalmente ed accelererà notevolmente l'attuale modo di sviluppo. E' una rivoluzione universale e avrà perciò una portata universale."

Friedrich Engels, Principi del Comunismo

“ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta una vita: essi sono gli indispensabili”
Bertold Brecht

"La questione si può porre solamente così: o ideologia borghese o ideologia socialista. Non c'è via di mezzo poiché l'umanità non ha creato una «terza» classe e, d'altronde, in una società dilaniata dagli antagonismi di classe, non potrebbe mai esistere una ideologia al di fuori o al di sopra delle classi. Perciò ogni diminuzione dell'ideologia socialista, ogni allontanamento da essa implica necessariamente un rafforzamento dell'ideologia borghese." Lenin

"I proprietari di capitale stimoleranno la classe operaia a comprare più e più merci costose, case e tecnologie, spingendoli a prendere più e più credito, finché i loro debiti diventeranno insostenibili. I debiti non pagati condurranno alla bancarotta delle banche, le quali dovranno essere nazionalizzate, e lo stato dovrà prendere la strada che alla fine porterà al comunismo." K.Marx,1867 da "Il Capitale".
 
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view post Posted on 25/11/2009, 20:58Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 15:50


Era nemico anche in Spagna!!!!

<<ci son molti modi di uccidere: si può infilare a qualcuno un coltello nel ventre, toglierli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra, solo pochi di questi modi sono proibiti dallo stato>>.

Brecht


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3 replies since 24/10/2009, 15:14
 
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Red Blood è una skin di Shizuru117, pubblicata su The Graphic Corner